MAGDA DECORI A MANO


Fig. n°1
Legno inciso



Fig. n°2
Incisione



Fig. n°3
La Litografia


Fig n° 4
Mosaico


Fig. n°5
Arazzo

Le Tecniche Artistiche
(tratto da Le Tecniche Artistiche di
E. Baccheschi, C. Dufour Bozzo, F. Franchini, G. Gallo Colonni, E. Gavazza, G. Giubbini, M. Leva Pistoi, E. Parma Armani, F.R. Pesenti, F. Sborgi).

1973 ultima ristampa 2009.

A cura di Magda

 Le Tecniche artistiche
 ll volume è scritto da abili insegnanti della storia dell'Arte presenti nelle Università. Le "opere di arte mobile" che rimangono al di là delle opere industrializzate, dovrebbero essere maggiormente spiegate a tutti gli studenti e non solo univerisitari ma anche delle scuole medie.

E come meglio esplicita nella prefazione Corrado Maltese
"I volumi di storia dell'arte in circolazione  sono parecchi e, nonostante i diversi e ovvi limiti, è ottima. Non parliamo poi dei libri di estetica o  di storia dell'estetica, in cui gli italiani  esplicano un vero talento nazionale. Sulle tecniche, ossia sulle operazioni materiali della progettazione e della esecuzione delle forme artistiche, non abbiamo mai trovato alcunchè se non di frammentario ed eccessivamente specialistico da un lato o di eccessivamente divulgativo e approssimativo dall'altro.
Per troppo tempo è mancato in Italia un volume che raggruppasse tutto se non una serie di argomenti e studi frammentari spesso troppo divulgativi ed approssimativi. Si è scelto di descrivere nel volume una trattazione non solo filosofico-religioso, ma anche con la storia della della tecnologia generale e della scienza in cui questo o quello è sorto, si è sviluppato ed è scomparso o è sopravvissuto magari mummificandosi. Si è pensato insomma di progettare uno studio pensato sulle tecniche artistiche in modo da gettare uno sguardo sul complesso panorama contemporaneo.
Basti pensare alla scultura dell'avorio, o del mosaico di pasta vitrea, o della miniatura per rendersi conto della relatività (storica nel senso lato) di ogni tecnica e del folto groviglio di applicazioni che essa comporta.
Il volume getta uno sguardo sull'intrigato panorama delle sperimentazioni e delle proposte moderne e contemporanee, quindi sulla luce e sul colore profondamente condizionate dalle conoscenze fisiche".

Nel volume si parla della  scultura del legno (vedi fig. n°1) come l'immagine dello Stipo tirolese intarsiato con caccia al falcone del XVII  secolo a Milano presente al  Castello Sforzesco.
E ancora della scultura della pietra e dell'avorio. Si legge sulla lavorazione glittica dal greco= intagliare con le tecniche loro affini quale l'incisione delle pietre preziose(cristalline) e delle pietre dure (micro- cristalline). Le immagini di lastre incise  a" cassetta" nel Museo degli Argenti a Firenze, e ancora la lavorazione della giada presente un esempio in immagine "del Fiore di Loto" (del periodo Ch'ien-lung, 1736-1795) E ancora sulla lavorazione delle terre (dalla terracotta, porcellana, grès, terraglia e allo stucco).
Dai metalli (vedi fig.n° 2) come l'oro, l'argento, il ferro, l' acciaio, e metalli vari, agli smalti, all'ebanisteria che s'intende per la lavorazione artigianale del legno, con finalità decorative olre che all'uso pratico;proprio per questo è precisabile la differerenza dalla falegnameria.
Ai suppellettili moderni e il disegno industriale (o letteralmente dall'inglese industrial designer, dato che non esiste nelle altre lingue un sinomino adatto), come l'invenzione delle macchine a vapore, il volume elenca un'ampia trattazione sull'evoluzione dell'artigianato antico sino alla modernizzazione e della modifica inevitabile della forza lavoro in essa inclusa.
E ancora il disegno, il termine deriva dal verbo greco che significa grafia. Disegno su pergamena e carta, nel periodo ellenistico a Roma furono usati disegni e cartoni, poi la diffusione del libro illustrato è legato alla sostituziione di rotoli di papiro miniati con i codici pergamenacei.
 Incisione delle lastre in metallo
La xilografia
ovvero l'arte d'incidere il legno duro come il pero, ciliegio, bosso, vedi fig. n°2), essa utilizzail segno in rilievo mediante la matrice con sgorbie, l'inchiostratura con rullo e stampa a mano, e la linografia ( di uso per la pavimentazione di pavimenti), l'incisione sul rame ( o incisione  in rilievo di matrice in legno o xilografica di parti che vengono incise e perciò rimangono a livello originario della superficie e ricevono l'inchiostro e danno origine sul foglio, ai neri, mentre le parti che vengono scavati danno origine ai bianchi:esattamente come avviene nella stampa  tipografica) e sulla lastra metallica col morbente, mediante l'utilizzo del bulino, utilizzato probanilmente nel quarto decennio del  Quattrocento nelle Fiandre, e a Firenze dopo vent'anni in modo indipendente dalla testimonianza del Vasari che ne indica in  maso Finiguerra , orefice fiorentino  e collaboratore dell Ghiberti nella seconda porta del Battistero insieme al Pollaiolo, l'inventore del procedimento intorno al 1460.
 La litografia (vedi fig. n°3) che si usa disegnando sulla superficie piana della pietra litografica con matita, penna o pennello. Le lastre sono di materiale poroso  e più volte riadoperabili. La pietra appena lavorata viene impressa con una serie di procesi per imprimere meglio il disegno, nella moderna macchina olffset si stampano parecchi migliaia di  esemplari all'ora perchè la l'inchiostratura e il passaggio dei fogli è automatico. 
Poi la pittura parietale antica (l'affresco, il tempera, a olio, l'acquarello e lo sguazzo).
E poi il mosaico - vedi fig. n° 4 -(i litostrati, e in pasta vitrea), le Tarsie in pietre dure come il pavimento della chiesa di  San Miniato a Monte di Firenze agli inizi del XIII secolo, e stucchi colorati (in pietra, l'intarsio ligheo) E poi le l'arte del vetro e delle vetrate che secondo l'uso di schermare le finestre con vetri  e  come  prevedeva lo stile gotico che  s'impose nella Francia del XII secolo, fu  adoperato perchè conosciuto anche in periodo faraonico a  Roma imperiale com' era d'uso infatti lo schermare le finestre con vetri.
I tessuti e le stoffe, l'arazzo( vedi fig n°5) e i tappeti. Dal latino: textilis, intreccio, deriva l'italiano tessuto e di cui i materiali sono  di origine animale (vello di pecora, di capra, di cammello, di vacca,ecc.,seta) o vegetale (lino, canapa, cotone) o derivati da preocessi chimici.
E ancora l'immagine nella figurazione piana: le tecniche prospettiche su figure umane e paesaggistiche, linee di chiaro scuro e colore nell'arte contemporanea, dalla tecnica al procedimento Immagini di Alan Davie, Phillip King, Giulio Paolini.
Il nutrito volume si presenta con 543 pagine che approfondisce in modo esaustivo tutte le argomentazioni sopra citate. Esso si presenta completo di molte immagini significative inerenti le varie epoche e le molte tecniche. Di utilità pratica per tutti e d'interesse culturale per cultori d'arte. Un buon libro da consigliare a tutti.

Il volume è consultabile presso la nostra biblioteca

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