STORIA DELLA MANIFATTURA RICHARD GINORI

-Tratto dal volume "La manifattura Richard Ginori di Firenze"
Edizione del 1988 Arnoldo Mondadori Editore e della Cassa di Risparmio di Firenze
--Leggi anche le Porcellane Tedesche di Palazzo Pitti a Firenze Guarda L'album delle più importanti decorazioni della manifattura di Doccia e poi Richard-Ginori

 

Nel 1923 Giò Ponti, entra a far parte della manifattura di Doccia,egli porterà un nuovo indirizzo più raffinato del proprio del gusto europeo dello stile déco. Il sistema ornamentale di Ponti è basato sulla possibilità do ottenere soluzioni attraverso varie combinazioni del tema principale.
Ad esempio prendendo sempre dal repertorio classico egli combina ripartizioni geometriche, esili figurine isolate o in gruppo.
Giò Ponti stabilizza la sua ricerca quasi scientifica, dell'impianto compositivo , indipendentemente
da quelle che possono essere le dimensioni dell'oggetto. Scaturisce da ciò un equilibrio costante con la realizzazione dello spazio e la distribuzione in esso dei motivi decorativi, siano figure o elementi architettonici, in un ruolo prioritario entro i limiti della forma ceramica.
E' chiaro quindi come Ponti operi una volontà ordinatrice, rigorosa e fortemente incline alla compostezza, anche s spesso accompagnata da una vena ironica.
A loro modo anche i pezzi di Ponti divengono parlanti, nel senso che rievocano memorie del passato, tradotte in un linguaggio attuale e divenendo partecipi in tal modo del tempo contemporaneo. Di ciò, lo stesso Ponti dava testimonianza in un'intervista rilasciata nel 1977 in occasione della mostra faentina dedicata alla sua opera nella manifattura di Doccia. “io ora ho questa idea: che nella cultura moderna tutto è simultaneo, passato, presente e futuro”. Tra i decori pontiani particolare rilievo sono i temi non figurativi, di tipo geometrico visibili in alcuni boli o in grandi vasi.La cromia adottata da Ponti è del tutto singolare;in molti esemplari è affidata all'utilizzazione solo di binomi cromatici:viola-oro, blu-giallo, blu-oro.Gian Carlo Boiani nella presentazione del catalogo dedicato a Ponti in occasione della mostra faentina del 1977. "I raffinati oggetti di Ponti pur quanto seriali raggiungeranno pur sempre un numero limitato di persone,mi pare rientrino nel pieno degli Arts déco e in Italia forse più che altri. Non a caso a Parigi nel 1925 ebbero consacrazione e il loro più alto riconoscimento. Ci pare che l'effimero pontiano salvi e distingua la personalità dagli scivoli e dalle retoriche del Novecento (nazionalismo, ritorno all'ordine, sana tradizione italiana...) e la dispongano ad un'apertura più moderna e europea, anche se possibilmente irrisolta”.Continua...
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STORIA DELLE MANIFATTURE
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