STORIA DELLA MANIFATTURA RICHARD GINORI

-Tratto dal volume "La manifattura Richard Ginori di Firenze"
Edizione del 1988 Arnoldo Mondadori Editore e della Cassa di Risparmio di Firenze
--Leggi anche le Porcellane Tedesche di Palazzo Pitti a Firenze Guarda L'album delle più importanti decorazioni della manifattura di Doccia e poi Richard-Ginori

 Tra il 1816 e il 1818 l'abile marchese riuscì a creare una fornace circolare detta "all'italiana",con un'altezza di dodici metri e un diametro di sei, costituita da quattro piani. Questo tipo di costruzione permetteva la cottura simultanea di di più ceramiche.Quest'invenzione fu persino considerata valida dallo stesso Brongniart, che nel suo cleebre "trattato" riportò anche un disegno di essa.
Il marchese Leopolodo inoltre costruì un grande mulino a sei macien per il trasposto dell'acqua dall'Arno. Fra gli artisti stranieri il ginevrino François Joseph de Germain, con le sue decorazioni sui piatti aventi come soggetto vedute del territorio fiorentino, caratterizzate da una maniera estremamente raffinata che ben si accompagna ai fastosi ornamenti in oro su fondo blu della tesa, secondo l'influenza della porcellana di Sévres.
Il granduca di Toscana richiese questo tipo di decorazione come dono per un Kedivè egiziano, per ringraziarlo dell'invio di una giraffa.Questo episodio ci dà la misura di quanto questo tipo di esemplari fosse ritenuto di particolare pregio.
Abrahm Costantin, di origine ginevrina introdusse a Doccia il particolare genere delle placche di porcellana su cui venivano riprodotti celebri capolavori della pittura,egli inviati in Italia dalla maniffattura du Sévres,ebbe i primi contatti con la fabbrica diDoccia attorno al 1820..Tra gli allievi del Costantin figurano Giovanni Fanciullacci e l'abilissimo Giuseppe Baldassini.Nel museo delle porcellane di Doccia, a Sesto Fiorentino si trova una placca dipinta nel 1825, dipinta da tale artista raffigurante il clebre quadro di Cristofano Allori "Giuditta che mostra la testa di Olofene", conservato a Firenze,nellal Galleria Palatina di Palazzo Pitti-
Altre collaborazioni con artisti stranieri,merita di essere citata anche quella con Jean David.
Molte sagome subiscono numerose trasformazioni, con ispirazione al vasellame di repertorio archeologico e molti decori furono detti a "incisione".
Un nuovo genere fu poi introdotto dal pittore Ferdinando Ammanati, con il passaggio, nel 1807,della Real Fabbrica di Napoli al nuovo proprietario, il francese Poulard, preferì collaborare con la maniffattura toscana dei Ginori.Avanti...
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STORIA DELLE MANIFATTURE
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