STORIA DELLA MANIFATTURA RICHARD GINORI

-Tratto dal volume "La manifattura Richard Ginori di Firenze"
Edizione del 1988 Arnoldo Mondadori Editore e della Cassa di Risparmio di Firenze
--Leggi anche le Porcellane Tedesche di Palazzo Pitti a Firenze Guarda L'album delle più importanti decorazioni della manifattura di Doccia e poi Richard-Ginori

SECONDO PERIODO.LORENZO GINORI 1758/1791
Dopo la morte di Carlo Ginori, la manifattura viene ereditata dai tre figli, Bartolomeo, Giuseppe e Lorenzo;la gestione dell'impresa viene assunta da quest'ultimo che dei tre figli era il primogenito, ed anche l'unico ad aver superato la maggiore età.Lorenzo Ginori possedeva un grande intuito economico e finanziario che compensava le sue conoscenze scientifiche, tipiche invece del padre. Egli riuscì infatti nel primo anno a portare all'attivo il bilancio della fabbrica che fino ad allora era stato sempre deficitario.Con Lorenzo la fabbrica si avvierà ad una serire di innovazioni, fra cui sale più ampie per le raprresentanze, ove sovente veniva visitata dai nobili che erano i maggiori acquirenti.
Eseguirà inoltre una serie di viaggi in europa alla scoperta di nuovi giacimenti minerari e colorifici.
Jacopo Fanciullacci, ministro della fabbrica dal 1748, si recherà nel vicentino per dirigere personalmente la selezione delle terre estratte nelle cave del trento.Parallelamente a questa prosperità non tardarono a comparire numerosi contrasti fra fratelli che culminarono nell'acquisizione totale della fabbrica da parte di Lorenzo. Successivamente contribuirono numerosi fatori esterni al rallentamento dell'attività della ditta. Il periodo successivo infatti quello del rococò, nella seconda metà del XVIII secolo contribuì in modo determinante a diminuire gli interessi del pubblico nei confronti della porcellana, che a questo stile era molto legata.La ditta fu costretta ben presto ad abbasare i costi e a produrre articoli meno grandi e costosi.Decorazioni-I decori non subirono tuttavia fermi rilevnti,furono ripresi quelli del primo periodo fra cui il "galletto" ispirato ad ornati orientali, il decoro a "mazzetto", il "tulipano"la decorazione delle "roselline". Ques'ultimo in particolare creato a seguito di quei decori di Sévres divenne un pregio e un marchio di prestigio. Anche oggi tale decoro è ricercatissimo.L'influenza di Sévres fu sempre tanta, vedasi a tal proposito il rinfrescatoio, di forma ovale,con orlo dalle profonde ondulazioni, ripreso proprio da un modello analogo a dalla fabbrica francese.Le porcellane di produzione del secondo periodo furono vasi per fiori, a forma cilindrica con orlo leggermente svasato tazzine dai manici, denominati "alla napoletana", costruite con una serie di volute.Avanti...
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STORIA DELLE MANIFATTURE
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